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Le Acque – pagina scientifica

Le Acque di Chianciano: evidenze scientifiche

Tabella dei Contenuti

Composizione, proprietà terapeutiche ed evidenze scientifiche

Le Acque di Chianciano appartengono alla classe solfato-bicarbonato-calcica, con concentrazioni di solfato tra le più elevate documentate nel panorama termale toscano (fino a ~1800 mg/L nell’Acqua Santa). Il compendio termale comprende quattro sorgenti distinte – Acqua Santa, Acqua Fucoli, Acqua Silene e Acqua Santissima – appartenenti alla medesima facies geochimica ma differenziate per temperatura, grado di mineralizzazione e contenuto gassoso, con indicazioni terapeutiche specifiche e complementari.

La ricerca scientifica pubblicata su riviste peer-reviewed ha documentato effetti misurabili sulla funzione epatobiliare, con evidenze di riduzione del volume colecistico a digiuno, modulazione del pool degli acidi biliari e miglioramento dei sintomi dei disturbi biliari funzionali. Studi preclinici hanno inoltre evidenziato un possibile ruolo nella modulazione dell’asse intestino-fegato, con riduzione dei marker infiammatori e della fibrosi in modelli sperimentali di steatosi epatica.

Parallelamente, la fangobalneoterapia con Acqua Silene è oggetto di trial clinici randomizzati controllati che ne hanno documentato l’efficacia nel trattamento dell’osteoartrosi del ginocchio, con miglioramento del dolore, della funzione articolare e modulazione di biomarcatori infiammatori e cartilaginei, con benefici persistenti nel tempo.

L’insieme di questi dati configura le Acque di Chianciano come un sistema idrominerale caratterizzato da una base chimico-fisica stabile e da evidenze cliniche documentate, con applicazioni terapeutiche epatobiliari, gastrointestinali e osteoarticolare, nell’ambito della medicina termale integrata riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale.

Un sistema idrominerale unico per composizione e profondità

Le Acque di Chianciano emergono da un sistema idrogeologico profondo alimentato da falde ospitate nei calcari triassici e cretacei del substrato appenninico. L’elevato grado di fratturazione e il marcato carsismo di queste formazioni consentono la risalita delle acque attraverso faglie profonde, determinando un prolungato contatto con successioni carbonatiche ed evaporitiche del Triassico superiore.

La permanenza sotterranea pluridecennale e l’interazione geochimica con le rocce attraversate conferiscono alle acque la caratteristica facies solfato-bicarbonato-calcica, con una componente anionica dominata dal solfato (SO₄²⁻) e dal bicarbonato (HCO₃⁻), e una componente cationica prevalentemente calcica (Ca²⁺) e magnesiaca (Mg²⁺). I tenori di sodio e potassio risultano relativamente contenuti, confermando l’assenza di contributi significativi da formazioni evaporitiche clastiche.

Le analisi sistematiche condotte da ARPAT, integrate dai monitoraggi interni 2002–2011 e dalle più recenti determinazioni analitiche effettuate nel 2025 dal Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, documentano una notevole stabilità compositiva nel tempo, con variazioni contenute nei singoli ioni ma mantenimento della facies geochimica.

Un dato di particolare rilievo riguarda la concentrazione di solfato nell’Acqua Santa, che raggiunge valori prossimi ai 1800 mg/L. Tale livello si colloca tra i più elevati nel panorama delle acque termali toscane ad uso terapeutico e costituisce il principale substrato chimico delle indicazioni epatobiliari documentate in letteratura. Il rapporto SO₄²⁻/HCO₃⁻, superiore a 2, evidenzia la netta predominanza della componente solfatica rispetto a quella bicarbonatica.

Dal punto di vista chimico-fisico, le quattro sorgenti presentano:

  • Temperature comprese tra 15°C e 37,8°C
  • Residuo fisso a 180°C tra ~2500 e ~3450 mg/L
  • pH debolmente acido-subneutro (6.1–6.9)
  • Elevato contenuto di calcio e magnesio
  • Presenza variabile di CO₂ libera, particolarmente significativa nell’Acqua Sillene

La combinazione tra profondità del circuito idrogeologico, stabilità pluriennale e concentrazioni elevate di solfato configura il sistema idrominerale di Chianciano come un unicum nel contesto regionale. È la base chimico-fisica su cui si fondano i meccanismi biologici descritti nelle sezioni successive.

 

Un sistema idrominerale unico per composizione e profondità

ParametroAcqua Santa 1Acqua Santa 2Acqua Santa 3Acqua Santa 4
Temperatura (°C)33,315–1837,824,4
pH6,1–6,56,8–6,96,46,3
Residuo fisso a 180°C (mg/L)3235–34512540–272128673095
Conducibilità a 25°C (μS/cm)3110–35202660–281028103010
Durezza (°F)250194N.D.N.D.
CO₂ libera (mg/L)657–86662–137Molto elevataN.D.

Fonti: ARPAT 2014; Terme di Chianciano (2020-2011); VAS Comune di Chianciano Terme 2017

 

IoneAcqua Santa 1Acqua Santa 2Acqua Santa 3Acqua Santa 4
Solfato (SO₄²⁻)~18001250–158016421728
Bicarbonato (HCO₃⁻)852421–758720842
Calcio (Ca²⁺)780614–656642708
Magnesio (Mg²⁺)16969–89166173
Sodio (Na⁺)23,7N.D.20,326,2
Potassio (K⁺)6,06N.D.N.D.N.D.
Cloruro (Cl⁻)21,222,7–24,016,722,5
Fluoruro (F⁻)2,51,4–1,92,83,1
Silice (SiO₂)25,811,2–18,0N.D.N.D.
Stronzio (Sr)12,4510,4–11,5N.D.N.D.

Fonti: Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Scienze Chimiche (campionamento 19.11.2025).

Quattro sorgenti, un sistema terapeutico integrato

Le Acque di Chianciano emergono da un sistema idrogeologico profondo alimentato da falde ospitate nei calcari triassici e cretacei del substrato appenninico. L’elevato grado di fratturazione e il marcato carsismo di queste formazioni consentono la risalita delle acque attraverso faglie profonde, determinando un prolungato contatto con successioni carbonatiche ed evaporitiche del Triassico superiore.

La permanenza sotterranea pluridecennale e l’interazione geochimica con le rocce attraversate conferiscono alle acque la caratteristica facies solfato-bicarbonato-calcica, con una componente anionica dominata dallo ione solfato (SO₄²⁻) e dal bicarbonato (HCO₃⁻), e una componente cationica prevalentemente calcica (Ca²⁺) e magnesiaca (Mg²⁺). I tenori di sodio e potassio risultano relativamente contenuti, confermando l’assenza di contributi significativi da formazioni evaporitiche clorurate.

Le analisi sistematiche condotte da ARPAT, integrate dai monitoraggi interni 2002–2011 e dalle più recenti determinazioni analitiche effettuate nel 2025 dal Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, documentano una notevole stabilità compositiva nel tempo, con variazioni contenute nei singoli ioni ma mantenimento costante della facies geochimica.

Un dato di particolare rilievo riguarda la concentrazione di solfato nell’Acqua Santa, che raggiunge valori prossimi ai 1800 mg/L. Tale livello si colloca tra i più elevati nel panorama delle acque termali toscane destinate all’uso terapeutico e costituisce il principale substrato chimico delle indicazioni epatobiliarie documentate in letteratura. Il rapporto SO₄²⁻/HCO₃⁻, stabilmente superiore a 2, evidenzia la netta predominanza della componente solfatica rispetto a quella bicarbonatica.

Dal punto di vista chimico-fisico, le quattro sorgenti presentano:

  • Temperature comprese tra 15°C e 37,8°C
  • Residuo fisso a 180°C tra ~2500 e ~3450 mg/L
  • pH debolmente acido-subneutro (6.1–6.9)
  • Elevato contenuto di calcio e magnesio
  • Presenza variabile di CO₂ libera, particolarmente significativa nell’Acqua Silene

La combinazione tra profondità del circuito idrogeologico, stabilità analitica pluriennale e concentrazioni elevate di solfato configura il sistema idrominerale di Chianciano come un unicum nel contesto regionale, fornendo la base chimico-fisica su cui si fondano i meccanismi biologici descritti nelle sezioni successive.

Aggiungi qui il testo dell’intestazione

Acqua Santa. Indicazione principale: funzione epatobiliare e idropinoterapia

Le Acque di Chianciano emergono da un sistema idrogeologico profondo alimentato da falde ospitate nei calcari triassici e cretacei del substrato appenninico. L’elevato grado di fratturazione e il marcato carsismo di queste formazioni consentono la risalita delle acque attraverso faglie profonde, determinando un prolungato contatto con successioni carbonatiche ed evaporitiche del Triassico superiore.

La permanenza sotterranea pluridecennale e l’interazione geochimica con le rocce attraversate conferiscono alle acque la caratteristica facies solfato-bicarbonato-calcica, con una componente anionica dominata dallo ione solfato (SO₄²⁻) e dal bicarbonato (HCO₃⁻), e una componente cationica prevalentemente calcica (Ca²⁺) e magnesiaca (Mg²⁺). I tenori di sodio e potassio risultano relativamente contenuti, confermando l’assenza di contributi significativi da formazioni evaporitiche clorurate.

Le analisi sistematiche condotte da ARPAT, integrate dai monitoraggi interni 2002–2011 e dalle più recenti determinazioni analitiche effettuate nel 2025 dal Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, documentano una notevole stabilità compositiva nel tempo, con variazioni contenute nei singoli ioni ma mantenimento costante della facies geochimica.

Un dato di particolare rilievo riguarda la concentrazione di solfato nell’Acqua Santa, che raggiunge valori prossimi ai 1800 mg/L. Tale livello si colloca tra i più elevati nel panorama delle acque termali toscane destinate all’uso terapeutico e costituisce il principale substrato chimico delle indicazioni epatobiliarie documentata in letteratura. Il rapporto SO₄²⁻/HCO₃⁻, stabilmente superiore a 2, evidenzia la netta predominanza della componente solfatica rispetto a quella bicarbonatica.

Dal punto di vista chimico-fisico, le quattro sorgenti presentano:

  • Temperature comprese tra 15°C e 37,8°C
  • Residuo fisso a 180°C tra ~2500 e ~3450 mg/L
  • pH debolmente acido-subneutro (6.1–6.9)
  • Elevato contenuto di calcio e magnesio
  • Presenza variabile di CO₂ libera, particolarmente significativa nell’Acqua Sillene

La combinazione tra profondità del circuito idrogeologico, stabilità analitica pluriennale e concentrazioni elevate di solfato configura il sistema idrominerale di Chianciano come un unicum nel contesto regionale, fornendo la base chimico-fisica su cui si fondano i meccanismi biologici descritti nelle sezioni successive.

Acqua Sillene. Indicazione principale: fangobalneoterapia e balneoterapia

L’Acqua Sillene è la sorgente a temperatura più elevata (circa 37,8°C) ed è caratterizzata da un importante contenuto di CO₂ libera. Non viene utilizzata per idropinoterapia.

Il suo impiego terapeutico riguarda:

  • Maturazione del fango termale per applicazioni epatiche e articolari
  • Bagni carbogassosi con idromassaggio
  • Balneoterapia nelle Piscine Termali Theia

Trial clinici randomizzati controllati hanno documentato:

  • Riduzione significativa del dolore nell’osteoartrosi del ginocchio
  • Miglioramento della funzione articolare (WOMAC, VAS)
  • Modulazione di biomarcatori infiammatori e cartilaginei
  • Persistenza del beneficio fino a 9 mesi

La fangobalneoterapia con Acqua Sillene rappresenta una delle applicazioni cliniche meglio documentate del compendio termale.

Acqua Santissima. Indicazione principale: cure inalatorie

L’Acqua Santissima emerge a circa 24°C, con composizione ionica analoga alle altre sorgenti ma con caratteristiche specifiche che ne indirizzano l’utilizzo alle terapie inalatorie.

È impiegata per:

  • Aerosol termali
  • Inalazioni caldo-umide
  • Docce nasali

Le indicazioni comprendono patologie croniche e recidivanti delle vie respiratorie superiori: riniti, sinusiti, faringiti, laringiti e bronchiti croniche.

Non rientra nel protocollo epatobiliare ma rappresenta un segmento terapeutico autonomo all’interno del sistema termale.

Meccanismi d’azione delle acque solfato-bicarbonato-calciche

Le proprietà terapeutiche attribuite alle Acque di Chianciano trovano fondamento in meccanismi biologici coerenti con la fisiologia epatobiliare, intestinale e osteoarticolare. La combinazione tra elevata concentrazione di solfato (SO₄²⁻), presenza di bicarbonato (HCO₃⁻), calcio (Ca²⁺) e magnesio (Mg²⁺) determina effetti documentati su secrezione biliare, motilità colecistica, asse intestino-fegato e modulazione infiammatoria.

I principali meccanismi descritti in letteratura si articolano in quattro assi funzionali.

1. Azione coleretica e colagoga

Lo ione solfato rappresenta il principale mediatore farmacologico dell’attività epatobiliare.

L’assunzione di acque solfato-bicarbonato-calciche stimola il rilascio di colecistochinina (CCK) a livello duodenale, con conseguente:
• Contrazione della colecisti
• Rilasciamento dello sfintere di Oddi
• Incremento del flusso biliare nel duodeno

Questo effetto colagogo è stato misurato ecograficamente nello studio clinico controllato pubblicato su World Journal of Gastroenterology (Corradini et al., 2012), che ha documentato una riduzione significativa del volume colecistico a digiuno dopo 12 giorni di idropinoterapia.

Parallelamente, l’aumento della secrezione epatocitaria di bile (coleresi) contribuisce alla riduzione del ristagno biliare, condizione predisponente alla formazione di sabbia biliare e colelitiasi.

2. Modulazione del pool degli acidi biliari e attivazione del recettore FXR

Le proprietà terapeutiche attribuite alle Acque di Chianciano trovano fondamento in meccanismi biologici coerenti con la fisiologia epatobiliare, intestinale e osteoarticolare. La combinazione tra elevata concentrazione di solfato (SO₄²⁻), presenza di bicarbonato (HCO₃⁻), calcio (Ca²⁺) e magnesio (Mg²⁺) determina effetti documentati su secrezione biliare, motilità colecistica, asse intestino-fegato e modulazione infiammatoria.

I principali meccanismi descritti in letteratura si articolano in quattro assi funzionali.

3. Modulazione dell’asse intestino-fegato

La fisiopatologia della steatosi epatica metabolica (MASLD) è strettamente legata alle alterazioni della barriera intestinale e alla traslocazione di lipopolisaccaridi (LPS) nel circolo portale. In un modello murino di steatoepatite (Carpino et al., 2022), l’acqua solfato-bicarbonato-calcica di Chianciano ha mostrato:

  • Riduzione significativa della localizzazione epatica di LPS
  • Riduzione dell’attivazione della via TLR4/NF-kB
  • Riduzione dell’infiammazione lobulare
  • Riduzione dell’attivazione delle cellule stellate epatiche
  • Miglioramento dell’integrità della mucosa intestinale (aumento dell’espressione di occludina)

Questi dati suggeriscono un effetto modulante sull’asse intestino-fegato, con potenziale impatto sulla progressione dalla steatosi semplice alla fibrosi.

4. Azione antinfiammatoria e modulazione del turnover cartilagineo

Nel contesto osteoarticolare, la fangobalneoterapia con acque di Chianciano agisce attraverso molteplici meccanismi:

  • Modulazione delle adipokine pro-infiammatorie (riduzione di adiponectina e resistina)
  • Riduzione dei sintomi dolorosi (VAS)
  • Miglioramento degli indici funzionali (WOMAC)
  • Stimolazione del turnover cartilagineo (aumento di CTX-II)

Una meta-analisi del 2021 su 21 trial randomizzati conferma l’efficacia clinica della fangobalneoterapia nella gonartrosi, con benefici persistenti fino a nove mesi. L’insieme dei dati suggerisce un effetto biologicamente attivo non limitato allo stress termico, ma attribuibile a meccanismi immunomodulatori e metabolici.

Evidenze scientifiche sulla funzione epatobiliare

La letteratura disponibile sulle Acque di Chianciano comprende studi clinici controllati, studi osservazionali e modelli preclinici sperimentali. L’insieme delle evidenze documenta effetti misurabili sulla dinamica colecistica, sul pool degli acidi biliari e sui marker infiammatori epatici.

Trial clinico – Fraioli et al., 2011

Rheumatology International

Disegno dello studio
61 pazienti con osteoartrosi del ginocchio suddivisi in:

  • Gruppo trattato: 3 cicli di fangobalneoterapia con Acqua Silene nell’arco di un anno
  • Gruppo controllo: sola terapia farmacologica convenzionale

Endpoint valutati

  • Visual Analogue Scale (VAS) del dolore
  • Indice Algofunzionale di Lequesne

Risultati

  • Riduzione significativa del dolore nel gruppo trattato
  • Miglioramento funzionale superiore rispetto ai controlli
  • Nessun evento avverso riportato

Conclusione
La fangobalneoterapia con Acqua Silene migliora la sintomatologia dolorosa e la funzione articolare, con profilo di sicurezza favorevole.

Trial randomizzato controllato – Fioravanti et al., 2015

International Journal of Biometeorology

Disegno
Studio prospettico randomizzato, single-blind, con follow-up fino a 12 mesi.

Popolazione
Pazienti con gonartrosi bilaterale primaria sintomatica (criteri ACR).

Endpoint

  • Dolore globale (VAS)
  • WOMAC (dolore, rigidità, funzione)

Risultati

  • Miglioramento significativo di VAS e WOMAC nel gruppo trattato
  • Persistenza del beneficio fino a 9 mesi
  • Attenuazione progressiva a 12 mesi

Implicazione clinica
Il beneficio clinico della fangobalneoterapia si estende oltre l’effetto immediato del calore e suggerisce un razionale per cicli annuali ripetuti.

Biomarcatori e meccanismi biologici

Studi successivi hanno esplorato i meccanismi molecolari sottostanti.

Adipochine (Fioravanti et al., 2015)

  • Riduzione significativa di adiponectina (p < 0,001)
  • Riduzione significativa di resistina (p < 0,0001)
  • Nessuna variazione della visfatina

Questi risultati suggeriscono una modulazione dell’asse adiposo-articolare e un effetto antinfiammatorio sistemico.

Turnover cartilagineo (Pascarelli et al., 2016)

  • Incremento significativo del CTX-II sierico (p < 0,001)
  • Interpretato come stimolazione del rimodellamento cartilagineo in risposta allo stress termico controllato.

Meta-analisi – Mennuni et al., 2021

Campione complessivo
21 trial randomizzati controllati
1.816 pazienti

Risultati

  • Miglioramento significativo dei punteggi WOMAC
  • Riduzione significativa del dolore (VAS)
  • Beneficio mantenuto fino a 9 mesi

Conclusione
La fangobalneoterapia rappresenta un’opzione terapeutica non invasiva, ben tollerata e con evidenze di efficacia clinica nella gestione dell’osteoartrosi del ginocchio.

Analisi costo-efficacia – Ciani et al., 2017

L’aggiunta della fangobalneoterapia alla terapia convenzionale si è dimostrata cost-effective rispetto alla sola terapia farmacologica, con miglioramento della qualità di vita e razionale di sostenibilità sanitaria.

Sintesi delle evidenze osteoarticolari

Le evidenze cliniche indicano che la fangobalneoterapia con Acqua Sillene:

  • Riduce il dolore articolare
  • Migliora la funzione
  • Modula biomarcatori infiammatori
  • Stimola il turnover cartilagineo
  • Presenta benefici persistenti nel tempo
  • È ben tollerata e sostenibile dal punto di vista sanitario

L’insieme dei dati colloca la fangobalneoterapia tra le opzioni complementari meglio documentate nella gestione non chirurgica della gonartrosi.

Evidenze correlate su acque della stessa classe chimica

Le Acque di Chianciano appartengono alla classe delle acque minerali solfato-bicarbonato-calciche, una categoria ampiamente studiata in medicina termale per i suoi effetti fisiologici su:

  • secrezione e deflusso biliare
  •  funzione digestiva e motilità intestinale
  • modulazione dell’infiammazione
  • benessere osteoarticolare (in particolare in applicazioni balneo-fango)

È importante precisare che ogni sorgente ha una firma minerale unica (mineralizzazione totale, rapporto solfati/bicarbonati, contenuto di CO₂, temperatura di emergenza, oligoelementi) e quindi i risultati di studi su altre acque non sono trasferibili “per identità”. Tuttavia, la letteratura sulle acque della stessa famiglia idrochimica supporta razionali e meccanismi biologici coerenti con quelli osservati per Chianciano.

1. Ambito epatobiliare e digestivo: perché i solfati contano

Nella letteratura termale, le acque ricche in solfati sono associate a:

  • aumento della secrezione biliare (coleresi)
  • miglioramento della motilità colecistica (azione colagoga)
  • supporto nella gestione di dispepsie funzionali e disturbi biliari non complicati
  • beneficio soggettivo su gonfiore, digestione lenta e regolarità

Questo quadro è coerente con i risultati clinici disponibili su Chianciano (dinamica colecistica e pool degli acidi biliari) e con l’uso tradizionale idropinico.

2. Asse intestino–fegato: razionale condiviso nelle acque minerali funzionali

Studi su acque minerali con profili simili suggeriscono che la modulazione della funzione digestiva e della bile possa avere ricadute su:

  • composizione del microbiota
  • barriera intestinale e permeabilità
  • segnali metabolico-infiammatori (in particolare in contesti di dismetabolismo)

In Chianciano, questo razionale trova un supporto specifico nelle evidenze precliniche sul modello MASLD, che indicano un’azione potenziale lungo l’asse intestino-fegato.

3. Ambito osteoarticolare: balneo-fango come “famiglia” di evidenze

Per la gonartrosi e, più in generale, per il dolore e la rigidità in patologie degenerative, la letteratura internazionale sulla balneoterapia e fangoterapia (anche su acque di diversa provenienza ma con applicazioni analoghe) mostra con buona consistenza:

  • riduzione del dolore
  • miglioramento della funzione articolare
  • persistenza del beneficio per alcuni mesi
  • profilo di tollerabilità generalmente favorevole

Le evidenze su Chianciano (trial, biomarcatori, meta-analisi e costo-efficacia) si inseriscono in questo corpo di risultati, rafforzandone la solidità clinica.

4. In sintesi

  • Le evidenze “di classe” non sostituiscono quelle specifiche su Chianciano.
  • Servono però a spiegare perché, da un punto di vista fisiologico e clinico, le indicazioni attribuite alle acque solfato-bicarbonato-calciche sono coerenti e perché Chianciano è storicamente collocata in questo filone terapeutico

Indicazioni d’uso e appropriatezza terapeutica

L’utilizzo delle Acque di Chianciano si colloca nell’ambito della medicina termale integrata. Le modalità di impiego – idropinoterapia, cure inalatorie, fangobalneoterapia e balneoterapia – devono essere personalizzate in base al quadro clinico del paziente e alla valutazione medica.

Le indicazioni riportate derivano da evidenze cliniche pubblicate, dalla tradizione idrologica consolidata e dal riconoscimento del Servizio Sanitario Nazionale per specifiche condizioni.

Idropinoterapia (Acqua Santa e, in associazione, Acqua Fucoli)

Indicazioni principali

  • Disturbi funzionali delle vie biliari
  • Dispepsia di origine epatobiliare
  • Discinesie biliari
  • Sindrome post-colecistectomia
  • Stipsi funzionale associata a rallentato transito

Modalità generale di assunzione (protocollo tipico)

  • 400–500 mL al giorno
  • Al mattino, a digiuno
  • Alla temperatura di emergenza
  • Assunzione lenta, a piccoli sorsi
  • Ciclo di 12 giorni consecutivi
  • La durata e la modalità possono essere modificate su indicazione del medico termale.

Appropriatezza
L’idropinoterapia non sostituisce le terapie farmacologiche prescritte per patologie organiche complesse (colelitiasi sintomatica, epatiti acute, cirrosi avanzata, colangiti).
È indicata come trattamento complementare nelle condizioni funzionali o nelle fasi non complicate.

Fangobalneoterapia e balneoterapia (Acqua Sillene)

Indicazioni principali

  • Osteoartrosi del ginocchio
  • Osteoartrosi di altre sedi
  • Dolore articolare cronico degenerativo
  • Esiti post-traumatici articolari

Modalità tipica

  • Applicazione di fango maturato in acqua termale
  • Durata impacco: circa 15–20 minuti
  • Seguita da bagno termale
  • Ciclo di 12 sedute
  • Ripetizione annuale o semestrale secondo indicazione medica

Appropriatezza
Non indicata in caso di:

  • Stati infiammatori acuti articolari
  • Fasi febbrili
  • Insufficienza cardiaca instabile
  • Patologie oncologiche in fase attiva senza valutazione specialistica

Cure inalatorie (Acqua Santissima)

Indicazioni principali

  • Riniti croniche e recidivanti
  • Rinosinusiti
  • Faringiti e laringiti croniche
  • Bronchiti croniche
  • Patologie respiratorie pediatriche selezionate

Modalità

  • Aerosol termale
  • Inalazioni caldo-umide
  • Docce nasali

Durata del ciclo: generalmente 12 sedute.

Sicurezza e valutazione medica

Le cure termali sono generalmente ben tollerate. Gli studi clinici disponibili sulle Acque di Chianciano non riportano eventi avversi significativi nei protocolli analizzati.

È tuttavia raccomandata:

  • Valutazione medica preventiva
  • Comunicazione delle terapie farmacologiche in corso
  • Attenzione particolare nei pazienti con patologie croniche complesse

Le cure convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale richiedono prescrizione medica secondo normativa vigente.

Ruolo nella medicina integrata

Le Acque di Chianciano si inseriscono come trattamento complementare, non sostitutivo, all’interno di:

  • Percorsi per la salute epatobiliare
  • Gestione multidisciplinare della gonartrosi
  • Strategie di prevenzione funzionale e benessere metabolico

L’appropriatezza clinica è determinata dall’integrazione tra valutazione medica, evidenze scientifiche disponibili e caratteristiche individuali del paziente

Sintesi conclusiva
Le Acque di Chianciano rappresentano un sistema idrominerale con caratteristiche chimico-fisiche definite, stabilità compositiva documentata e applicazioni cliniche studiate in ambito epatobiliare, osteoarticolare e respiratorio.

L’evidenza scientifica disponibile comprende:

  • studi clinici randomizzati
  • studi preclinici su modello metabolico epatico
  • meta-analisi sulla balneoterapia
  • valutazioni di costo-efficacia
  • dati di sicurezza e tollerabilità

Le applicazioni terapeutiche devono essere inquadrate nel contesto della medicina integrata, con valutazione medica preventiva e appropriatezza clinica.

La tradizione termale di Chianciano si colloca oggi all’interno di un paradigma contemporaneo che integra:

  • fisiologia digestiva e biliare
  • asse intestino–fegato
  • modulazione infiammatoria
  • meccanismi neuroendocrini
  • riabilitazione osteoarticolare

Le cure termali non sostituiscono la terapia farmacologica quando indicata, ma possono costituire un supporto complementare con razionale fisiologico e base documentale

Bibliografia

GECHIMICA E IDROGEOLOGIA
ARPAT. Principali emergenze termali in Toscana. Idrogeologia e chimica delle acque. Firenze: ARPAT; Marzo 2014.
Comune di Chianciano Terme. Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale, Piano Operativo. Approvazione Febbraio 2017.
Terme di Chianciano spa. Comparazione acque termali – Dati analitici interni (prelievi 2002–2011).

FUNZIONE EPATOBILIARE
Corradini SG, Ferri F, Mordenti M, et al. Beneficial effect of sulphate-bicarbonate-calcium water on gallstone risk and weight control. World J Gastroenterol. 2012;18(9):930–937. PMID: 22408352.
Carpino G, Overi D, Onori P, et al. Effect of Calcium–Sulphate-Bicarbonate Water in a Murine Model of Non-Alcoholic Fatty Liver Disease: A Histopathology Study. Int J Mol Sci. 2022;23(17):10065. PMID: 36077461.
Mennuni G, Petraccia L, Fontana M, et al. The therapeutic activity of sulphate-bicarbonate-calcium-magnesiac mineral water in the functional disorders of the biliary tract. Clin Ter. 2014;165:e346–e352. PMID: 25366951.
Fraioli A, Mennuni G, Petraccia L, et al. Sulphate-bicarbonate mineral waters in the treatment of biliary and digestive tract diseases. Clin Ter. 2010;161:163–168. PMID: 20499033.

PATOLOGIE OSTEOARTICOLARI
Fraioli A, Serio A, Mennuni G, et al. A study on the efficacy of treatment with mud packs and baths with Sillene mineral water (Chianciano Spa Italy) in patients suffering from knee osteoarthritis. Rheumatol Int. 2011;31(10):1333–1340. PMID: 20390281.
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